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Chi fa da se…

Mi scuso per non aver aggiornato il blog da più di un mese ma prima di scrivere questo articolo ho preferito aspettare dei miglioramenti validi. Come vi avevo già raccontato, anche la dieta priva di glutine non dava i suoi frutti, così il risultato della mia biopsia, a quanto pare piuttosto interpretabile, fu rimesso in discussione; stufa di andare da un medico all’altro sentendomi dire ogni volta una scemenza nuova, neanche avessi 100 malattie quando fino all’anno scorso ero sana come un pesce, decisi di tornare sui miei passi e fare tutto da sola (come ho sempre fatto da vent’anni a questa parte). Dovete sapere che infatti, prima di intraprendere questo pazzesco giro di visite ed esami, io non avevo alcuna intenzione di fare gastroscopie, analisi, test o che altro; io non ho iniziato a stare male così per caso, ma dal momento in cui non ero più coperta dal Colopten, quindi sapevo bene che i miei problemi erano sempre i soliti: l’intolleranza al lattosio ed il colon irritabile. Purtroppo sono stata costretta ad eseguire tutti gli esami del caso perchè non avevo documentazione recente, anzi a dire il vero, proprio per l’ignoranza che circolava quando da bambina scoprii l’intolleranza al lattosio, non avevo alcun referto medico che ne dimostrasse l’esistenza. La mia esperienza è una delle tante palesi dimostrazioni di quanto su questi problemi di salute quali le intolleranze o il colon irritabile, i medici siano ancora del tutto impreparati, e mi chiedo perchè, nonostante siano moltissime le persone che hanno serie difficoltà a causa della sindrome del colon irritabile, questo problema sia così sottovalutato. Nel mio caso assolutamente dimenticato, tanto da prediligere l’opzione di un’inesistente celiachia a quella del colon irritabile che porta agli stessi sintomi di un’intolleranza ed era nella mia situazione una disgnosi molto più immediata soprattutto se associata alla situazione di stress e tensione che vivevo nei mesi passati, e che fu aggravata ulteriormente dalla notizia della celiachia. Arrivata a metà aprile, ancora sotto sopra, ancora magrissima e senza appetito e ancora tormentata dai pruriti, decisi di chiudere definitivamente con i dottori e adottare il vecchio metodo che portò mia madre a dedurre i miei problemi col lattosio, ovvero quello della tabella alimentare. Iniziai così ad annotare su di una tabella ogni cibo e ingrediente particolare che ingerivo in ogni momento della giornata, nel giro di una settimana notai subito che i miei sintomi si aggravavano dopo aver mangiato le uova. Alla luce di ciò eliminai completamente l’uovo così da disintossicarmi e i risultati non tardarono ad arrivare, il prurito sparì dopo pochi giorni, seguito dalla nausea e l’inappetanza. Il ritrovato benessere influì positivamente anche sul piano emotivo e dopo 3 settimane migliorarono anche la diarrea (che cmq è sempre in agguato!) e l’affanno. La mia attuale cura è un’alimentazione sana e più varia possibile, come del resto lo è sempre stata, ma con qualche rinuncia in più, oltre ad aver eliminato ogni traccia di uovo e lattosio, compresa la carne rossa che mi fa stare mailissimo, sono stata costretta a ridurre o eliminare tutti quei cibi che gonfiano, (come le verze, i fagioli ecc..) o che risultano più pesanti da digerire, le bevande gassate quelle alcoliche e assolutamente il caffè, un efficace contributo per il mio benessere lo ricevo dalle tisane o semplicemente bevendo molti succhi di frutta e camomilla, per recuperare le forze e sentirmi più energica prendo il Multicentrum, davvero fenomenale!

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