L’Intolleranza…

Dopo i nove mesi iniziarono i problemi seri, l’aria nella pancia passò in secondo piano per dare spazio a diarrea, dolori addominali, vomito e flatulenza. La competenza dei medici per questo genere di cose 20 anni fa era un qualcosa di inesistente, come ben saprete il “boom” delle intolleranze c’è stato solo da 7-8 anni al massimo.. prima dei quali la gente e gli stessi medici non sapevano nemmeno cosa significasse il termine intolleranza; io avevo 13 anni quando sentii parlare per la prima volta in tv di cibi a basso contenuto di lattosio per chi non lo digerisce, e la prima persona con il mio stesso problema l’ho conosciuta solo 5 anni fa…questa la realtà dei fatti! Immaginate quindi l’arretratezza nel campo ben 20 anni or sono. L’unica via d’uscita per mia madre fu quella di cavarsela da sola, per capire quale fosse l’alimento che mi causava i suddetti malesseri decise di ricorrere al tipico metodo dell’esclusione, eliminò il latte dalla mia alimentazione, e notò che reintroducendolo tornavo a stare malissimo. Quale cura seguire a questo punto, come comportarsi e come ripristinare l’equilibrio nell’organismo di una bimba di soli 10 mesi alla quale i fermenti lattici non fanno alcun effetto? Queste le domande che portarono mia madre dal bravissimo Prof. Dott. Gianfranco Berardi, all’epoca già a conoscenza di tutte quelle “teorie” che al giorno d’oggi molti dottori espongono con tanta fierezza quasi fossero loro gli autori di cotante scoperte, alle quali invece arrivano semplicemente con netto ritardo! Egli illustrò brevemente a mia madre la situazione che si stava verificando all’interno del mio intestino, ed osservando le feci nel mio pannolino, pronunziò il verdetto: Intolleranza al Lattosio e Proteine del Latte, spiegò la differenzà con l’allergia dovuta alla differente reazione delle ige e cercò di semplificare il concetto descrivendo il danno provocato dal lattosio nel mio intestino come un deterioramento della mucosa intestinale dovuto alla mancata digestione, (scissione) del lattosio in glucosio e galattosio, questo comporta il passaggio della molecola inalterata attraverso l’intestino tenue, dove richiama acqua fino al colon e viene scissa in ammoniaca, idrogeno e anidride carbonica. Il conseguente quadro clinico è caratterizzato da gonfiore e distensione addominale, diarrea, dolori addominali di tipo crampiforme, flatulenza, inoltre spesso tale patologia è associata alla sindrome del colon irritabile…bene i conti tornavano, ora mancava la cura…Sorridendo all’idea che i comuni fermenti non mi facessero effetto, il dottor Berardi disse a mia madre:…prenda questo, si chiama Colopten, non è un fermento come gli altri, glielo dia 15 giorni si e 15 no vedrà che tornerà in sesto…benedette parole! Ma ci volle molto, molto tempo prima di poter cantar vittoria….

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