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Sostituire latte o uova in cucina

Il latte in etichetta: aroma artificiale di burro, aromi naturali, aromi da proteine nobili, aromatizzante al caramello, burro, cagliata, caglio, caseina e caseinati, crema, crema acida, derivati del latte, formaggio, latte, latte condensato, latte scremato, latte in polvere, siero di latte in polvere, lattoalbumina, lattoglobulina, lattosio, panna, panna acida, proteine del latte, proteine del siero di latte, proteine idrolizzate, polvere di latte, ripieni vari, siero di latte, siero proteine bovine, siero liofilizzato.

Sostituti di latte e derivati in cucina:

- Latte vegetale, di soia, di riso, di mandorle, d’avena;

- Succhi di frutta o frullati di frutta fresca possono sostituire il latte a colazione o a merenda;

- Il brodo di carne o vegetale oppure l’acqua di cottura delle verdure può sostituire il latte nella preparazione di salse o condimenti salati;

- Il burro può essere sostituito con margarine 100% vegetali e con oli di semi o d’oliva;

- Panna vegetale, crema di mandorle come legante nell’allestimento di piatti salati;

- Pasta sfoglia vegetale;

- Salsa besciamella senza latte facendo addensare, a fiamma bassa, una soluzione di farina di riso e acqua addizionata con qualche cucchiaio d’olio e poco sale.

nota: Alcuni intolleranti al lattosio possono mangiare parmigiano stagionato 30 mesi (naturalmente la stagionatura è da variare secondo il grado di tolleranza) e yogurt, dove il latte è fermentato, (si yomo frutta normale, parmalat frutta normale, no muller, yomo desideri, crema di yogurt, yogurt greco, yogurt che non sono yogurt ma dessert)

L’uovo in etichetta: albume, bianco d’uovo, albumina, globulina, lipovitellina, ovoalbumina, ovoglobulina, ovomucina, ovomucoide, tuorlo d’uovo, uova liofilizzate, uova in polvere, uovo, vitellina.

Sostituti delle uova in cucina:

- Banane: in alcuni dolci le uova possono essere sostituite da purea di banane mature nella proporzione di una piccola banana per ogni uovo previsto;

- Maizena o amido di mais: ha sapore abbastanza neutro e può essere utilizzata per la preparazione di dolci o per addensare ripieni nella proporzione di un cucchiaio da minestra per ogni uovo previsto, l’impasto dovrà essere eventualmente ammorbidito con latte, succo d’arancia o brodo vegetale, a seconda del tipo di preparazione;

- Fecola di patate: da usare come la maizena;

- Farina di soia o di ceci: può essere usata per preparare pane speciale o torte salate, nella misura di un cucchiaio per ogni uovo previsto, ammorbidendo opportunamente l’impasto se necessario;

- Maionese senza uova (si trova nei punti vendita specializzati in prodotti vegan, cioè per vegetariani)

- Ravioli e gnocchi senza uova (prodotti vegan)

- Lasagne e cannelloni prodotti con sola semola di grano duro.

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Tanti perchè…

Perchè il Colpten era così efficace? Qual’era la funzione di quelle frazioni di batteri che nel nostro organismo sapevano comportarsi così bene? A queste domande io non so rispondere, di certo farò il possibile per trovare qualcuno in grado di fornirci risposte adeguate, nel frattempo però posso raccontarvi le mie osservazioni e magari confrontarle con quelle di coloro che hanno già usato il Colopten. Quello che posso affermare con certezza è che in tutta la mia vita non c’è mai stato un’altro fermento in grado di farmi stare bene, perchè? L’eliminazione del lattosio dalla dieta, accompagnata ad una cura di fermenti lattici fa star bene chiunque prima o poi, perchè per me è come non prenderli? Dietro questa faccenda si nasconde lo zampino del colon irritabile. Una cura di fermenti lattici in genere viene prescritta per 3, o anche 6 mesi, perchè l’equilibrio della flora si ristabilisca possono volerci dai 9 ai 12 mesi, a volte anche degli anni, quando si soffre di colon irritabile la guarigione non è percepibile, perchè durante questi mesi di cura in cui si placa la sintomatologia da intolleranza persiste quella, equivalente, del colon irritabile. Per questo è difficile notare la differenza, si potranno avere dei miglioramenti, anche significativi, ma i sintomi persistono. Con la cura di Colopten tutto cambia, esso infatti tende ad alleviare i sontomi di entrambe le patologie e con una rapidità e dei risultati senza paragoni. Altro che mesi di cura! in condizioni pietose (quando ero in ospedale per aver preso la vasosuprina) ho impiegato 4 giorni per tornare in piena forma! Inoltre data la sua efficace azione nel rinforzare la flora batterica, garantiva protezione per moltissimi disturbi gastro-intestinali e dell’apparato urinario quali, virus intestinali, candidosi, cistiti, dissenterie, gastriti. Quindi non solo un ottima cura ma anche un eccellente prevenzione. Tra i soggetti che soffrono di intolleranze è frequente il verificarsi di candida o esofagite, io da quando non ho più preso il Colopten ho sofferto di esofagite 3 volte ed ho avuto 5 infiammazioni urinarie anche importanti, prima d’ora non avevo mai avuto disturbi del genere. Le intolleranze alimentari, ammeno che non derivino da fattori genetici, si presentano per colpa dello stile di vita e l’alimentazione che conduciamo oggigiorno, il Colopten può rappresentare un alleato nel combattere questi rischi. Detto questo intendo ribadire il nostro obbiettivo: far si che il Colopten torni in commercio, esperienze significative, come la mia, hanno evidenziato delle potenzialità in questo farmaco, potenzialità incomprensibili dal pundo di vista medico ma che debbono assolutamente essere chiarite con la ricerca e la sperimentazione. Di fronte a tali possibilità non si può restare indifferenti, quando c’è in gioco la salute agire è un dovere.

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Intolleranze e Allergie alimentari

Con questo articolo spero di esservi d’aiuto nel fare chiarezza riguardo la differenza tra Intolleranze e Allergie alimentari. Le cose da sapere non sono molte, ma la miriade di teorie ed opinioni in circolazione può indurre facilmente chi si confronta con questi concetti per la prima volta, a dubbi o incomprensioni.

Le seguenti affermazioni e definizioni sono tratte dal libro:

Allergie e Intolleranze Alimentari, della collana Naturalmente Medicina 

Di Lina Conti

Pubblicato da Giunti Demetra, 2005

 Libro che consiglio vivamente a tutti coloro che vogliono approfondire le proprie conoscenze sul tema, in quanto espone con chiarezza tutto ciò che è essenziale sapere, con un linguaggio semplice, schematico ed immediato, è inoltre arricchito da consigli e riferimenti che ne facilitano la consultazione.

Per definire i disturbi legati all’ingestione del cibo è stata proposta la seguente classificazione

LE REAZIONI AVVERSE AL CIBO:

- REAZIONI TOSSICHE: (Che dipendono dalla tossicità degli alimenti, es: i funghi non commestibili, cibi avariati ecc…)

- REAZIONI NON TOSSICHE:

  • ALLERGIE ALIMENTARI (Reazioni immunologiche)
  • INTOLLERANZE ALIMENTARI (Reazioni non immunologiche)

ALLERGIE ALIMENTARI:

  • IgE mediate  (sostenute dalla produzione di anticorpi specifici IgE)
  • non IgE mediate  (caratterizzate da reazioni di ipersensibilità ritardata mediate dal sistema immunitario, senza produzione di anticorpi specifici della classe IgE)

INTOLLERANZE ALIMENTARI:

  • enzimatiche
  • farmacologiche
  • indefinite (additivi, conservanti…)

Allergie IgE mediate: Chi soffre di allergia presenta una sensibilità individuale accertata nei confronti di una o più sostanze che, entrate in contatto con l’organismo, stimolano una risposta del sistema immunitario. I sintomi delle allergie possono variare a seconda che queste siano sostenute dalla produzione di anticorpi IgE o da meccanismi patogenetici mediati da particolari linfociti ad azione citotossica (manifestazioni cellulo-mediate). Nel primo caso possono essere: a carico del cavo orale, della cute, dell’apparato respiratorio, dell’apparato digerente o, nei casi più gravi, coinvolgere l’intero organismo. La diagnosi è effettuata tramite: test cutanei, sierologici o di provocazione. Le allergie più comuni sono: al latte, alle uova, a pesci molluschi e crostacei, al frumento (da non distinguere con la celiachia, chi è allergico al frumento può mangiare segale orzo o avena che contengono glutine), alle arachidi, alla soia, alla frutta oleosa e ai semi (frutta secca e a guscio), a frutta e verdura, al nichel e al lattice.

Allergie non IgE mediate: I meccanismi immunologici che generano queste patologie non sono sempre ben noti, la sintomatoligia compare alcune ore o anche alcuni giorni dopo l’assunzione dell’alimento responsabile, così che questo è più difficilmente individuabile. La malattia celiaca denominata anche celiachia, o morbo celiaco, o enteropatia da glutine è la più nota di questo gruppo di malattie allergiche.

Intolleranze alimentari: Le intolleranze di tipo enzimatico sono causate dalla mancata o scarsa produzione di specifici enzimi indispensabili per metabolizzare e rendere assimilabili alcune componenti alimentari. La più frequente di questo gruppo è l’intolleranza al lattosio causata dalla carenza dell’enzima lattasi, il quale scinde il lattosio in glucosio e galattosio dando luogo alla digestione dello stesso. Il deficit di lattasi congenito, presente cioè dalla nascita e geneticamente determinato, è una rara sindrome che non consente la digestione del lattosio e si presenta con diarrea e disidratazione anche grave. Quando presente si mantiene costante nel tempo, poichè è legato a un difetto genetico immodificabile. Il deficit di lattasi geneticamente determinato, ma a esordio tardivo, può instaurarsi sia negli adulti che in bambini in età scolare. In questi casi il deficit non è mai assoluto, così che piccole quantità di lattosio possono essere consumate, secondo la tollerabilità individuale. Nei lattanti e nei bambini piccoli può manifestarsi deficit di lattasi secondario a patologie intestinali (infezioni di origine batterica o virale, parassitosi,gravi malnutrizioni, allergie alimentari con localizzazione gastrointestinale della risposta allergica) accompagnato da alterazione reversibile della mucosa intestinale e distruzione del corredo enzimatico, con ridotta produzione di lattasi. In questo caso l’esclusione temporanea del latte dalla dieta risolve la sintomatologia, il turnover cellulare promuove la sostituzione delle cellule danneggiate con cellule indenni capaci di sintetizzare l’enzima e consente il recupero della tolleranza al lattosio. Negli adulti, possono indurre un deficit di lattasi secondario, alcune patologie infiammatorie a localizzazione intestinale, come il morbo celiaco non trattato, alcuni farmaci chemioterapici, l’alcolismo cronico. Sintomi: meteorismo, distensione dell’addome, dolori e crampi addominali, diarrea. La diagnosi è effettuata tramite Breath Test dopo carico di lattosio. In condizioni normali il lattosio è scomposto in glucosio e galattosio, poi assimilati nell’intestino tenue, un deficit di lattasi blocca la metabolizzazione dello zucchero che raggiunge il colon ed è fermentato dalla flora batterica intestinale, con liberazione d’idrogeno gassoso. L’idrogeno prodotto è assorbito dal sangue e poi eliminato con l’aria espirata dai polmoni, la presenza di idrogeno nei campioni  di espirato analizzati è indice di mancata digestione del lattosio e permette di formulare la diagnosi di intolleranza. Nei quadri di intolleranza al lattosio non sono presenti i sintomi extraintestinali caratteristici delle allergie (dermatite, orticaria, asma) e ciò rende agevole la diagnosi differenziata tra le due patologie. La dieta da seguire prevede l’eliminazione del lattosio secondo la tolleranza individuale, la definizione del grado di tolleranza deve essere stabilito mediante la comparazione tra l’assunzione di quantità progressivamente crescenti di latte e la comparsa dei sintomi in soggetti che abbiano seguito precedentemente una dieta di esclusione. NB: la tolleranza aumenta se l’assunzione di latte o derivati avviene all’interno di un pasto ben strutturato.

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Gli integratori

Da un pò di tempo sono in commercio gli integratori di lattasi, compresse o gocce che assunte prima dei pasti dovrebbero permettere ai soggetti affetti da intolleranza al lattosio di digerire i cibi che ne contengono, ponendo rimedio alla carenza enzimatica (deficit di lattasi) che da luogo all’intolleranza. I più noti sono il Silact, che è in gocce e va diluito nel latte stesso o in acqua prima dei pasti, il Caolat, ed il Lacdigest che sono in compresse e vanno assunte poco prima del pasto, ma ce ne sono degli altri, tra cui il Lactaid ed il Digerlat da poco pubblicizzato in tv.

Cosa dire a riguardo…non sono per tutti efficaci, alcune persone raccontano di trovarsi bene, specialmente con il Caolat che sembrerebbe più forte del Lacdigest, altre non hanno riscontrato benefici, ma questo dipende dal fatto che l’intolleranza è una patologia del tutto soggettiva, ogni caso ed individuo differisce dall’altro per via del grado di tollerabilità.

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Nostalgia…

Maledetta tentazione! sempre in agguato, sempre col fiato sul collo, credovo che non ce l’avrei mai fatta, invece ti ho sconfitta! Dovete sapere che mesi fa impazzivo all’idea di dover cambiare così drasticamente la mia alimentazione, non riuscivo a credere a chi mi diceva che a forza di stare male prima o poi cedi e ti adatti, invece alla fine è stato così anche per me, pur di star bene alla fine accetti ogni rinuncia! Ho smesso di disperarmi e ho iniziato a reagire, che in questi casi è la cosa migliore che si deve cercare di fare, certo, non è stato facile, se esco con gli amici o vado a qualche festa, o a cena fuori ancora il mio sorriso si spegne per un istante mentre mando giù la faccenda, se faccio qualche sforzo, o passo una giornata no, il giorno dopo ne pago le spese e il mio intestino diventa come la lavatrice sgallettata di mia nonna che per una centrifuga percorre mezzo bagno, però non è ancora detta l’ultima parola, e mi consolo all’idea che forse tutto potrà tornare come prima!

Anche se affrontare un intolleranza è un duro colpo per tutti, per me è stata ed è una sofferenza maggiore in quanto io so che la soluzione per tutti i miei (i nostri) guai esiste e ci è stata sfilata da sotto il naso! Un conto è diventare intolleranti improvvisamente, o per lo stress, o per lo schifo di cibo che ci danno nei supermercati, o che altro… (che già basterebbe per incazzarsi), un conto è nascerci e conviverci serenamente per poi doverci fare i conti vent’anni dopo, perchè i produttori della medicina che ti copriva si svegliano al mattino e decidono di non venderla più, anzi chiudono i battenti per non si sa quale inspiegabile ragione e chi si è visto si è visto!

Devo ammettere che la nostalgia per gli anni passati si fa sentire più spesso di quanto dovrebbe, ma come posso farne a meno, come posso smettere davanti ad una fetta biscottata con il miele, di pensare a quando la domenica mattina mangiavo le gocciole e gli abbracci del mulino bianco…alle sere in pizzeria quando mangiavo la pizza con la mozzarella di bufala, le crocchette di patate e concludevo con la panna cotta o il tiramisù… alle feste di Pasqua o Natale, quando mangiavo un intero uovo kinder (beh questo forse è meglio se adesso me lo risparmio perchè la cioccolata kinder è un miscuglio di schifezze allucinante) o un panettone sano (si una volta ne ho mangiato uno intero), il torrone al cioccolato e il pandoro con la crema al mascarpone, e questo era solo il dolce!! voleva dire che prima di arrivare a tutto ciò avevo gia mangiato antipasti di ogni genere fatti di pasta sfoglia, mozzarella, philadelphia e burro! pasta con la panna e risotto a volontà! Un giorno per consolarmi dopo un insufficienza presa a scuola mangiai 11 euro di cioccolatine kinder, 7 o 8 anni fa per il mio compleanno mangiai 3 porzioni di panna cotta e due di budino…mia madre non dormì tutta la notte per paura che mi sentissi male, e invece me la cavai con un pò di alitosi!

Scusatemi se scrivo troppo ogni volta, ma da qualche parte la mia rabbia la devo sfogare, altrimenti mi fa male il pancino :-D

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Chi fa da se…

Mi scuso per non aver aggiornato il blog da più di un mese ma prima di scrivere questo articolo ho preferito aspettare dei miglioramenti validi. Come vi avevo già raccontato, anche la dieta priva di glutine non dava i suoi frutti, così il risultato della mia biopsia, a quanto pare piuttosto interpretabile, fu rimesso in discussione; stufa di andare da un medico all’altro sentendomi dire ogni volta una scemenza nuova, neanche avessi 100 malattie quando fino all’anno scorso ero sana come un pesce, decisi di tornare sui miei passi e fare tutto da sola (come ho sempre fatto da vent’anni a questa parte). Dovete sapere che infatti, prima di intraprendere questo pazzesco giro di visite ed esami, io non avevo alcuna intenzione di fare gastroscopie, analisi, test o che altro; io non ho iniziato a stare male così per caso, ma dal momento in cui non ero più coperta dal Colopten, quindi sapevo bene che i miei problemi erano sempre i soliti: l’intolleranza al lattosio ed il colon irritabile. Purtroppo sono stata costretta ad eseguire tutti gli esami del caso perchè non avevo documentazione recente, anzi a dire il vero, proprio per l’ignoranza che circolava quando da bambina scoprii l’intolleranza al lattosio, non avevo alcun referto medico che ne dimostrasse l’esistenza. La mia esperienza è una delle tante palesi dimostrazioni di quanto su questi problemi di salute quali le intolleranze o il colon irritabile, i medici siano ancora del tutto impreparati, e mi chiedo perchè, nonostante siano moltissime le persone che hanno serie difficoltà a causa della sindrome del colon irritabile, questo problema sia così sottovalutato. Nel mio caso assolutamente dimenticato, tanto da prediligere l’opzione di un’inesistente celiachia a quella del colon irritabile che porta agli stessi sintomi di un’intolleranza ed era nella mia situazione una disgnosi molto più immediata soprattutto se associata alla situazione di stress e tensione che vivevo nei mesi passati, e che fu aggravata ulteriormente dalla notizia della celiachia. Arrivata a metà aprile, ancora sotto sopra, ancora magrissima e senza appetito e ancora tormentata dai pruriti, decisi di chiudere definitivamente con i dottori e adottare il vecchio metodo che portò mia madre a dedurre i miei problemi col lattosio, ovvero quello della tabella alimentare. Iniziai così ad annotare su di una tabella ogni cibo e ingrediente particolare che ingerivo in ogni momento della giornata, nel giro di una settimana notai subito che i miei sintomi si aggravavano dopo aver mangiato le uova. Alla luce di ciò eliminai completamente l’uovo così da disintossicarmi e i risultati non tardarono ad arrivare, il prurito sparì dopo pochi giorni, seguito dalla nausea e l’inappetanza. Il ritrovato benessere influì positivamente anche sul piano emotivo e dopo 3 settimane migliorarono anche la diarrea (che cmq è sempre in agguato!) e l’affanno. La mia attuale cura è un’alimentazione sana e più varia possibile, come del resto lo è sempre stata, ma con qualche rinuncia in più, oltre ad aver eliminato ogni traccia di uovo e lattosio, compresa la carne rossa che mi fa stare mailissimo, sono stata costretta a ridurre o eliminare tutti quei cibi che gonfiano, (come le verze, i fagioli ecc..) o che risultano più pesanti da digerire, le bevande gassate quelle alcoliche e assolutamente il caffè, un efficace contributo per il mio benessere lo ricevo dalle tisane o semplicemente bevendo molti succhi di frutta e camomilla, per recuperare le forze e sentirmi più energica prendo il Multicentrum, davvero fenomenale!

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La celiachia

Come ho già detto in precedenza, poche fiale di Colopten mi garantivano protezione (pur mangiando un pò di tutto) per circa 6 mesi. A forza di esagerare con il lattosio dopo questi 5-6 mesi iniziavo ad avere i primi fastidi: alitosi, un pò di bollore all’intestino o gonfiore sotto gli occhi, sintomi che duravano qualche ora o al massino un paio di giorni, all’arrivo dei quali me ne stavo una o due settimane senza sgarrare e tutto passava, se queste settimane di “riposo” non erano sufficienti allora prendevo il Colopten. Da almeno dieci anni a questa parte, arrivavo al punto di dover prendere il Colopten sempre alla fine dell’anno, ovvero dopo Natale che era il periodo in cui mi davo la botta di grazia :-)  !! Per chi fosse ancora scettico, ora arriva il bello…presi l’ultima fialetta il 31 dicembre 2006, iniziai ad avere i primi fastidi (bollori, gonfiore ecc..) a maggio 2007, esattamente 5 mesi dopo, all’arrivo di questi campanelli d’allarme, sapendo che non c’era più il mio bel Colopten, iniziai subito ad eliminare il lattosio, limitandomi ad una pizza ogni tanto il fine settimana; per evitare spiacevoli situazioni cominciai a prendere anche dei fermenti lattici, ma questi non avevano niente a che vedere con la funzione del Colopten e così si ripresentò la stessa storia di quando ero bambina, scatole e scatole di fermenti che su di me non avevano alcun effetto, e mentre continuavo a provarne di tutti i tipi la situazione andava peggiorando, così eliminai ogni traccia di lattosio dalla mia alimentazione, ma le cose non facevano che peggiorare. Già dal mese di aprile avevo iniziato ad accusare un forte senso di spossatezza, al quale non davo peso per via dell’enorme stress che comporta avere una figlia di due anni, essere una studentessa universitaria e una casalinga allo stesso tempo, ma nel giro di pochi mesi mi ritrovai nella stessa situazione di quella volta che arrivò l’orticaria. Durante il mese di Settembre arrivarono il prurito fortissimo, le chiazze rosse su tutto il corpo, la diarrea ed il vomito, le piccate allo stomaco divennero dei crampi insopportabili che a volte durvano più di un quarto d’ora, e dai 45 kg che pesavo a maggio arrivai a pesarne 39 kg scarsi. La spossatezza tornò ad essere affanno anche nel respirare, arrivata al mese di Dicembre ero un vero e proprio cadavere, non mi reggevo dai giramenti, vomitavo solo al pensiero di dover mangiare e non avevo quasi più il ciclo, a questo punto avrei dovuto prendere il Colopten, quindi che fare? Arrivai al punto di chiedere ad un mio zio Colonnello che era in missione a Parigi, di indagare sulla sparizione del Colopten direttamente presso il laboratorio che lo produceva, ma a nulla servì, entrambi i laboratori Debat erano stati chiusi per non si sa quale motivo, e l’unica cosa che furono in grado di dire fu che il Colopten era stato tolto perchè era solo dell’inutile acqua, che non c’è niente di analogo quindi era inutile continuare a cercare….Navigando in internet trovai in un forum il post di una donna davvero sorprendente…anche lei era disperata per la scomparsa del Colopten ma non era ne intollerante al lattosio, ne affetta dalla sindrome del colon irritabile, era celiaca e raccontava che prendendo il Colopten la prima settimana di ogni mese, poteva mangiare qualche cibo contenente glutine senza sentirsi male. Nelle mie condizioni non restava altro che andare in ospedale, ma in quello della mia città non avrei di certo messo piede…non controllavano neanche gli eccipienti delle medicine, figuriamoci se mi sarei fidata in questa situazione! Andai in cura presso l’ospedale San Carlo a Roma, dove raccontai la mia vicenda e anche l’esperienza di questa donna celiaca. Iniziai facendo tutte le analisi comprese quelle per la celiachia e quelle delle feci ma non risultò niente così il professore che mi aveva in cura mi chiese di fare la gastroscopia ed io accettai, devo ammettere che non riuscivo a credere a quello che mi stava capitando ma decisi di farla, se fossi risultata celiaca anche io, avrei avuto una prova schiacciante sull’efficacia del Colopten. Prima di eseguire la gastroscopia provai per un mese una nuova cura molto forte di fermenti lattici, assieme alle pasticche di Lacdigest (integratori di lattasi per digerire il lattosio), ma fui costretta a interromperla per via dei peggioramenti. Arrivarono i risultati della biopsia, che confermarono la mia intolleranza al lattosio (tutt’altro che guarita) ed evidenziarono (di primo livello * su ***, questa l’attuale classificazione in uso) una lievissima Celiachia. Inutile dire quanto mi disperai in quel momento, e quanto piansi nei giorni seguenti, tutto stress che non faceva che aggravare la mia situazione, tornando a perdere peso e appetito e così come tutte le cure che avevo fatto fino a quel giorno, anche l’eliminazione del glutine servì a poco.

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Una nuova vita…

Tutto era tornato nella norma, la mia vita sembrava aver ripreso il suo normale corso, quando, un’inaspettata novità arrivò a cambiare per sempre la mia vita…un evento che sembrò arrivare così per caso, ma che oggi, per chi crede nel destino, non era poi così casuale…Avevo 18 anni, ero all’ultimo anno di scuola superiore quando rimasi incinta, e mi ritrovai di nuovo a fare i conti con i medici della mia città, una gravidanza molto dura e difficile sopratutto per colpa di questa società in cui viviamo, fatta solo di interessi economici e di imbrogli, di ingiustizie e falsità, dove l’unica cosa che conta è il denaro ed il potere, e la salute della gente non è che una merce di scambio che viene venduta al miglior offerente. Che vergognia quella di vivere in un mondo dove esistono le cure per le malattie e ci vengono negate o nascoste per soldi, che vergognia quella di vivere in un mondo dove si guarisce solo se si è ricchi e potenti e dove si muore se il proprio posto serve a qualcuno di più importante, dove si rischia la vita se si ha il coraggio di denunciare le ingiustizie, e dove si viene ascoltati solo in ritardo per poi sentirsi dire, già non ci avevo pensato….La mia gravidanza è stata molto faticosa, e di certo non sono tra quelle che la ritengono il periodo più bello della pripria vita, ho avuto 9 mesi su 9 di nausee e a partire dai 5 mesi, tanto per cambiare, rieccoti la solita fila di problemi: prima di tutto le contrazioni premature e la placenta che iniziava ad avere calcificazioni, così già dal quinto mese di gravidanza mia figlia iniziò a ricevere minor nutrimento (lo stesso problema di mia madre). In questi casi si viene normalmente sottoposti ad una cura di Vasosuprinamedicinale contenente lattosio, che si prosegue fino al nono mese di gravidanza per evitare parti prematuri all’ottavo mese, che come si sa sono sempre i più critici. Come potevo fare io con la mia intolleranza?! sembra strano, però sapevo (per un errore fatto in passato) che una pasticca contenente lattosio poteva farmi più male di un bicchiere di latte, quindi prima di iniziare la cura ero molto preoccupata; ultimamente ero stata molto in salute anche senza seguire la dieta delattosata e senza prendere il Colopten, del quale, tra l’altro, mi ero del tutto dimenticata, infatti le poche fialette prese a seguito della cura antistaminica non le consideravo affatto, anzi, in quel periodo ero convinta di essere quasi riuscita a guarire dall’intolleranza. Così decisi di fare un tentativo…presi la Vasosuprina per qualche giorno, un totale di 6 pasticche, e le conseguenze furono immediate, tempo tre giorni fui urgentemente ricoverata in ospedale, la prima volta in vita mia che sentivo quei dolori allo stomaco così forti, vomitavo peggio di quando ero al terzo mese e non riuscivo a mangiare dai crampi che avevo. In ospedale la Vasosuprina fu sostituita con le flebo di Miolene, allora mia madre andò in farmacia per comprare il Colopten così da risolvere anche il problema dei dolori e li arrivò la notizia, il Colopten non c’era più. Un vero e proprio disastro, in ospedale non sapevano neanche cosa fosse, e il massimo che furono in grado di darmi fu qualche cucchiaio di Malox, in farmacia cercarono di vendermi una scatola di “fenomenali” fermenti lattici (così li definirono) contenenti lattosio (fortuna che mia madre andò a leggere gli eccipienti!) ed in più dovetti iniziare a controllare i foglietti illustrativi (si proprio così, non ci si crede!)anche delle pasticche che mi prescrivevano in ospedale perchè nonostante sulla mia cartella clinica ci fosse scritto intollerante al lattosio e nonostante fossi li a lamentarmi per aver ingerito pasticche contenenti lattosio ebbero il coraggio di portarmene! Mia madre passò a tappeto ogni farmacia finchè non trovò le ultime due scatole di Colopten, mi bastarono 2 fialette…si 2, per tornare in formissima, e ritenni opportuno conservare le altre se ne avessi avuto bisogno nei mesi seguenti (sarebbero scadute il 31 dicembre 2006, era ancora ottobre 2005), al che la nostra attenzione si spostò sull’ultimo dei miei problemi (lo so sembra l’odissea!). Tutte le donne che si trovavano come me ricoverate per via delle contrazioni premature, fecero un paio di flebo di Miolene per poi andare a casa e continuare con la Vasosuprina, io che in pasticche non potevo prendere ne l’una ne l’altra ero bloccata li con i medici che si interrogavano sul da farsi mentre ero già alla sesta flebo di Miolene! La domanda che a quel punto mi frullava in testa era… possibile che prima di me non gli fosse mai capitata una donna incinta, intollerante al lattosio, con le contrazioni???!!!! Provammo a cercare (anche al Vaticano) la Vasosuprina in gocce, ma anche quella non esiste più, e qui ancora devo capire il perchè…cosa cambiava tra farla in gocce o in pasticche??!! solo un grosso dispetto alle donne come me! Risultato: mi prescrissero come farmaco sostitutivo il Ventolin, sconsigliato in gravidanza perchè può causare malformazioni al bambino, feci finta di prenderlo per essere dimessa, e una volta a casa stetti a letto fino al nono mese di gravidanza quando ormai le contrazioni non erano più un minaccia. Anche il parto non fu poi così spensierato, tutte quelle flebo di Miolene avevano indurito il mio utero e quello che sembrava dovesse essere un parto prematuro alla fine divenne uno post-termine, con tanto di stimolazioni. Trascorsa anche questa esperienza, provai a tirare un sospiro di sollievo, guai a farlo! Se quella della revoca del Colopten mi sembrò una tragedia, la notizia che di li a qualche anno mi attendava era di gran lunga peggiore….

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Sintomi in crescita…

Qualcosa intorno ai 16-17 anni, quando smisi di prendere il Colopten cambiò, mangiavo di tutto, come facevo ormai da parecchi anni, però più di una volta mi capitava di fare una battuta, e dire che stavo più male quando non mangiavo alimenti “a rischio lattosio” di quando finivano le vacanze di Natale (che per me era il periodo n°1 per le abbuffate!), e le cose andavano inconsapevolmente peggiorando. Il periodo a cavallo dei miei 16 e 17 anni è stato davvero ricco di malesseri, che purtroppo nessun medico è stato in grado di cogliere, e non capisco il perchè di questa superficiaità in campo medico, insomma se uno sta bene non ha niente, quando ci sono dei problemi un motivo ci deve essere per forza! Ed i miei problemi non erano pochi, primo fra tutti il prurito che dal viso (come quando ero bambina) si estese a tutto il corpo, poi la spossatezza, l’estate andavo sempre in bicicletta percorrendo più di 10 km ogni giorno, e in quel periodo anche la strada tra la scuola e la fermata dell’autobus era per me faticosissima, sentivo una stanchezza tale da lamentare affanno nel respiro, al punto che decisi di andare in visita da uno specialista, dato che avevo delle protuberanze al petto, volevo capire se la causa di questo affanno potesse essere un tumore o semplicemente una costola (ho delle costole rotate proprio sopra al petto) che premeva sui polmoni, stavo male qualcosa dovevo pur fare dopo la solita risposta dei medici…no non è niente…ma non risultò altro all’infuori delle due costole rotate che non potevano essere la causa della mia spossatezza, così sopportai. Sopporta oggi sopporta domani arrivò un bel giorno in cui corsi all’ospedale sospettando di avere l’appendicite (mal di pancia e alla gamba destra 2+2=4) anche li prima di essere ricoverata dovetti aspettare la manna dal cielo…e visite qua e visite di la…ma no è l’intolleranza che si può riacutizzare ma non è niente torni a casa…siccome dalle analisi non risultava l’aumento dei globuli bianchi allora mi volevano rimandare a casa per forza, dovetti aspettare il cambio di turno (roba da pazzi) per essere visitata dal chirurgo, che appena toccò la mia pancia disse che il dolore era troppo localizzato e doveva operarmi. Uscita della sala operatoria mi dissero che non solo avevo l’appendicite ma anche un Diverticolo di Meckel lungo 10cm; L’ultimo “problema” che ebbi quell’anno fu clamoroso, tanto da aggiudicarmi anche a scuola il soprannome di ammalata perenne, la diagnosi fu Rash orticarioide, probabilmente dovuto a qualche intossicazione da coloranti o qualche sostanza inalata…mah, come spiegazione debbo dire che mi lasciò un pò perplessa, era già da un bel pezzo che il prurito mi stava aumentando (mesi) e impiegai due settimane prima di arrivare al livello della sera del ricovero, in cui avevo le chiazze anche sul palmo della mano, dunque che intossicazione era a scoppio ritardato! Ma il colmo fu che a seguito della cura di antistaminici fatta per l’intossicazione, decisi di riprendere il Colopten per un paio di giorni e…bidibi bodibi bu il prurito e la spossatezza non ci furono più!

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La mia alimentazione…

All’esperienza di Ancona seguirono 4 mesi di vomito e diarrea dovuti al lattosio e alle tazze di latte che mi diedero per fare tutti quegli inutili test ed ecografie, considerati tanto attendibili ma che nel mio caso non dimostrarono assolutamente un bel niente! Grazie alla cura di Colopten potei comunque lasciarmi alle spalle anche quel brutto periodo, e soprattutto quell’orribile esperienza. Negli anni seguenti la mia salute ritrovò la sua pienezza, qualche disturbo qua e la ogni tanto lo avevo, ma cose da niente paragonate ai sintomi passati o quelli con cui faccio i conti attualmente. Ricordo che nel periodo delle elementari (mi regolo prendendo gli anni scolastici come riferimento) ancora la mia alimentazione era principalmente priva di lattosio, avevo spesso le macchioline bianche alle unghie però anche se le mie uniche fonti importanti di calcio erano il parmigiano e gli yogurt non ho mai avuto significative carenze di calcio. Dai 9 anni arrivarono i veri progressi, prendevo il Colopten solo qualche mese l’anno oppure nei periodi in cui ingerivo parecchi cibi con lattosio…l’estate ad esempio mangiavo qualche gelato, eccezionalmente la crema o la nutella e qualche volta la pasta con la panna, durante le feste invece facevo il pieno di dolci e cioccolata così ero costretta, in vista dei primi doloretti di pancia a riprendere qualche fiala di Colopten per un pò di settimane. La vera svolta nella mia alimentazione ci fu quando iniziai le scuole medie, all’età di 11-12 anni infatti, cominciai a mangiare anche più volte al mese o alla settimana molti cibi che fino ad allora non avevo mai nemmeno assaggiato: kinder fetta al latte, fonzies, budini e pannacotta, toast con sottilette, pizza con mozzarella, dolci e biscotti con burro, besciamella e panna, crep, mousse e frappè, ricotta ecc…,pizza e toast tutte le settimane e pasta con panna anche due volte al mese! Ero felicissima, dopo tante fatiche finalmente venivo ripagata, e alla fine col passare degli anni iniziai a credere di essere quasi guarita…Verso i 14 anni anche un biscottino o cioccolatino al giorno me lo facevo e stavo bene, tanto che iniziai quasi a dimenticare il Colopten, che prendevo giusto qualche giorno dopo le feste di Natale o Pasqua, dove davo sfogo a tutta la mia golosità, e anche se sentivo che era il momento di riprenderlo non avevo mai dolori forti, si trattava più che altro di alitosi o gonfiore sotto gli occhi, per via della fatica che avevo fatto a digerire…sintomi sopportabilissimi tanto che per un anno forse anche un anno e mezzo (non li ho contati), smisi di prenderlo, a quel punto qualcosa cambiò….

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