Archivio per Settembre, 2008

Una prima ipotesi

Speravo di potervi postare la teoria di un medico, ma una mia amica che studia medicina mi ha messo questa pulce nell’orecchio e non potevo fare a meno di dirvela, naturalmente ho già una cinquantina di lettere da inviare a diversi allergologi e gastroenterologi per chiedere la loro opinione a riguardo, quando avrò risposte vi farò sapere, magari qualche dottore di passaggio potrebbe dire la sua direttamente qua. Ecco la nostra prima ipotesi:

Il Colopten era un vaccino colibacillare costituito da frazioni antigeniche purificate di ceppi batterici quali:

  • Staphylococcus aureus
  • Escherichia coli
  • Aerobacter aerogenes
  • Proteus vulgaris

Nell’Escherichia coli è presente un operone, detto operone lac in grado di produrre gli enzimi necessari per l’utilizzazione del lattosio da parte del batterio E. coli. Tali enzimi vengono codificati da tre geni strutturali adiacenti: LacZ, LacY e LacA.

  • LacZ codifica per l’enzima ß-galattosidasi che scinde il lattosio (ma agisce anche con qualsiasi altra molecola che abbia un legame ß-galattosidasi), un disaccaride, in due monosaccaridi più semplici, il glucosio ed il galattosio, che possono essere utilizzati dal batterio
  • LacY codifica per la lattosio permeasi un enzima che permette al lattosio di attraversare la membrana cellulare del batterio.
  • LacA codifica per l’enzima transacetilasi, enzima che aggiunge gruppi acetili al lattosio non appena entrato nella cellula

Per chi volesse leggere il resto: http://it.wikipedia.org/wiki/Operone

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Proposte

Più di una volta, mi è stato consigliato per questa faccenda, di intraprendere una raccolta firme. L’idea non è sbagliata, ma qui non si tratta di raccogliere chi è a favore o contro la realizzazione di una scala, l’attuazione di una legge o l’abbattimento di un palazzo…non è questione di opinioni, qui c’è in gioco la salute, stiamo parlando di un medicinale utilissimo scomparso perchè i produttori non erano a conoscenza delle sue proprietà per “malattie” che oggi non possono contare su rimedi efficaci, quello che conta in questa storia non è dividere favorevoli e non, chi non sarebbe d’accordo con la nostra richiesta! importante è raccogliere le testimonianze che dimostrano l’efficacia del Colopten, e diffondere il più possibile la notizia così da trovarne sempre di più. Tutto dipende da quanto riusciremo a farci sentire, più la cosa gira e prima riuscirà ad attirare l’attenzione di chi ha la facoltà di esaudire la nostra richiesta. Inoltre nel blog c’è un pagina (la nostra missione e le vostre testimonianze) creata appositamente per chi volesse esprimere il suo appoggio e la propria disponibilità.

Ciò che invece ritengo utile e a breve tenterò di realizzare è una grande catena di volantini, sperando nell’aiuto di tutti voi che visitate questo blog da tutta Italia, e anche dall’estero. Si tratterà di stampare qualche foglio ciascuno, fare qualche fotocopia con una spesa minima, perchè se saremo in molti basteranno pochi fogli ciascuno, e distribuirli in determinati punti delle città, mi spiego: spargerli a caso come si fa con la pubblicità per questo genere di informazione serve a poco, vi faccio un esempio, se leggessi un volantino del genere in pizzeria mentre sono tutta presa dallo shopping me ne fregherei, neanche finirei di leggerlo, in un ospedale o una sala d’attesa dove di solito mi giro i pollici un ora ed ho il tempo per catalogare tutti i granelli di polvere sul pavimento e i nomi dei pittori dei quadri appesi alle pareti, di certo lo leggerei prestando attenzione. Naturalmente spargerli ovunque sarebbe meglio (tutto fa brodo) ma io non sono un candidato in campagna elettorale che si indebita per spillette e fogliettini, e non posso neanche chiedervi di spendere cifre consistenti per delle fotocopie, così la parola d’ordine per questa iniziativa sarà “pochi ma buoni”: nelle farmacie, gli ospedali, le sale d’attesa, le piazze principali delle città…

Ps: vi ricordo che sono sempre a vostra disposizione per qualsiasi proposta e informazione.

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Testimonianza Dr. Enrico Delfini

 

http://quadernino.wordpress.com/2008/09/22/di-solito-non-faccio-queste-cose-e-se-mi-capitano-ne-diffido-per-principio-ma-e-anche-vero-che-ho-un-sacco-di-principi-imbecilli-e-quindi/

A questo indirizzo potrete leggere la testimonianza di un dottore che ha prescritto il Colopten in passato, non per i nostri problemi, ma come ho già detto siamo qui per raccogliere la voce di tutti; non lo considerava un prodotto rilevante, ma ad ogni modo ha confermato di non aver mai notato effetti collaterali, ed è questo ciò che conta… 1 punto a favore dell’atossicità di questo fermento (che è atossico lo sappiamo già, ma a qualcuno piace diffidare!).

Ps: il commento del Dr. Delfini si trova a questo link perchè un giornalista a cui ho scritto ha gentilmente pubblicato la mia lettera sul suo blog. Colgo l’occasione per ringraziarlo ulteriormente!

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Sostituire latte o uova in cucina

Il latte in etichetta: aroma artificiale di burro, aromi naturali, aromi da proteine nobili, aromatizzante al caramello, burro, cagliata, caglio, caseina e caseinati, crema, crema acida, derivati del latte, formaggio, latte, latte condensato, latte scremato, latte in polvere, siero di latte in polvere, lattoalbumina, lattoglobulina, lattosio, panna, panna acida, proteine del latte, proteine del siero di latte, proteine idrolizzate, polvere di latte, ripieni vari, siero di latte, siero proteine bovine, siero liofilizzato.

Sostituti di latte e derivati in cucina:

- Latte vegetale, di soia, di riso, di mandorle, d’avena;

- Succhi di frutta o frullati di frutta fresca possono sostituire il latte a colazione o a merenda;

- Il brodo di carne o vegetale oppure l’acqua di cottura delle verdure può sostituire il latte nella preparazione di salse o condimenti salati;

- Il burro può essere sostituito con margarine 100% vegetali e con oli di semi o d’oliva;

- Panna vegetale, crema di mandorle come legante nell’allestimento di piatti salati;

- Pasta sfoglia vegetale;

- Salsa besciamella senza latte facendo addensare, a fiamma bassa, una soluzione di farina di riso e acqua addizionata con qualche cucchiaio d’olio e poco sale.

nota: Alcuni intolleranti al lattosio possono mangiare parmigiano stagionato 30 mesi (naturalmente la stagionatura è da variare secondo il grado di tolleranza) e yogurt, dove il latte è fermentato, (si yomo frutta normale, parmalat frutta normale, no muller, yomo desideri, crema di yogurt, yogurt greco, yogurt che non sono yogurt ma dessert)

L’uovo in etichetta: albume, bianco d’uovo, albumina, globulina, lipovitellina, ovoalbumina, ovoglobulina, ovomucina, ovomucoide, tuorlo d’uovo, uova liofilizzate, uova in polvere, uovo, vitellina.

Sostituti delle uova in cucina:

- Banane: in alcuni dolci le uova possono essere sostituite da purea di banane mature nella proporzione di una piccola banana per ogni uovo previsto;

- Maizena o amido di mais: ha sapore abbastanza neutro e può essere utilizzata per la preparazione di dolci o per addensare ripieni nella proporzione di un cucchiaio da minestra per ogni uovo previsto, l’impasto dovrà essere eventualmente ammorbidito con latte, succo d’arancia o brodo vegetale, a seconda del tipo di preparazione;

- Fecola di patate: da usare come la maizena;

- Farina di soia o di ceci: può essere usata per preparare pane speciale o torte salate, nella misura di un cucchiaio per ogni uovo previsto, ammorbidendo opportunamente l’impasto se necessario;

- Maionese senza uova (si trova nei punti vendita specializzati in prodotti vegan, cioè per vegetariani)

- Ravioli e gnocchi senza uova (prodotti vegan)

- Lasagne e cannelloni prodotti con sola semola di grano duro.

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La Sindrome del Colon Irritabile

La sindrome del colon irritabile o dell’intestino irritabile o colite è una patologia funzionale gastroenterologica determinata da uno o più sintomi, cronici o ricorrenti, non spiegati da malattie organiche documentate.

SINTOMATOLOGIA:

  • Dolore o fastidio addominale, attenuato dalla defecazione
  • Alterata frequenza dell’alvo
  • Alterata forma delle feci
  • Espulsione delle feci alterata (difficoltosa, incompleta, impellente)
  • Passaggio di muco
  • Gonfiore e/o distensione addominale

Sintomi intestinali associati:

  • Alitosi soggettiva, bruciore in bocca
  • Sapore sgradevole di amaro e di sangue
  • Difficoltà a deglutire
  • Nausea, non vomito, inappetenza
  • Sazietà precoce, gonfiore
  • Sintomi dispeptici (mal di stomaco, gonfiore)
  • Borborigmi
  • Dolori all’ano ed al perineo

Sintomi associati non intestinali:

Sintomi urinari:

  • Urgenza ad urinare
  • Dolore al pube
  • Necessità di urinare la notte
  • Svuotamento incompleto o difficoltoso della vescica

Sintomi ginecologici:

  • Mestruazioni dolorose
  • Rapporti sessuali dolorosi

Disturbi Generali:

  • Cefalea
  • Dolori muscolari e tendinei
  • Stanchezza cronica con sonnolenza
  • Nodo alla gola
  • Neurodermatite
  • Vertigini, nausea
  • Ansia, depressione, ipocondria

TERAPIA:

La dieta può avere un ruolo rilevante: povera o ricca in latte e fibre a seconda del sintomo prevalente (stipsi o diarrea).

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Tanti perchè…

Perchè il Colpten era così efficace? Qual’era la funzione di quelle frazioni di batteri che nel nostro organismo sapevano comportarsi così bene? A queste domande io non so rispondere, di certo farò il possibile per trovare qualcuno in grado di fornirci risposte adeguate, nel frattempo però posso raccontarvi le mie osservazioni e magari confrontarle con quelle di coloro che hanno già usato il Colopten. Quello che posso affermare con certezza è che in tutta la mia vita non c’è mai stato un’altro fermento in grado di farmi stare bene, perchè? L’eliminazione del lattosio dalla dieta, accompagnata ad una cura di fermenti lattici fa star bene chiunque prima o poi, perchè per me è come non prenderli? Dietro questa faccenda si nasconde lo zampino del colon irritabile. Una cura di fermenti lattici in genere viene prescritta per 3, o anche 6 mesi, perchè l’equilibrio della flora si ristabilisca possono volerci dai 9 ai 12 mesi, a volte anche degli anni, quando si soffre di colon irritabile la guarigione non è percepibile, perchè durante questi mesi di cura in cui si placa la sintomatologia da intolleranza persiste quella, equivalente, del colon irritabile. Per questo è difficile notare la differenza, si potranno avere dei miglioramenti, anche significativi, ma i sintomi persistono. Con la cura di Colopten tutto cambia, esso infatti tende ad alleviare i sontomi di entrambe le patologie e con una rapidità e dei risultati senza paragoni. Altro che mesi di cura! in condizioni pietose (quando ero in ospedale per aver preso la vasosuprina) ho impiegato 4 giorni per tornare in piena forma! Inoltre data la sua efficace azione nel rinforzare la flora batterica, garantiva protezione per moltissimi disturbi gastro-intestinali e dell’apparato urinario quali, virus intestinali, candidosi, cistiti, dissenterie, gastriti. Quindi non solo un ottima cura ma anche un eccellente prevenzione. Tra i soggetti che soffrono di intolleranze è frequente il verificarsi di candida o esofagite, io da quando non ho più preso il Colopten ho sofferto di esofagite 3 volte ed ho avuto 5 infiammazioni urinarie anche importanti, prima d’ora non avevo mai avuto disturbi del genere. Le intolleranze alimentari, ammeno che non derivino da fattori genetici, si presentano per colpa dello stile di vita e l’alimentazione che conduciamo oggigiorno, il Colopten può rappresentare un alleato nel combattere questi rischi. Detto questo intendo ribadire il nostro obbiettivo: far si che il Colopten torni in commercio, esperienze significative, come la mia, hanno evidenziato delle potenzialità in questo farmaco, potenzialità incomprensibili dal pundo di vista medico ma che debbono assolutamente essere chiarite con la ricerca e la sperimentazione. Di fronte a tali possibilità non si può restare indifferenti, quando c’è in gioco la salute agire è un dovere.

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Intolleranze e Allergie alimentari

Con questo articolo spero di esservi d’aiuto nel fare chiarezza riguardo la differenza tra Intolleranze e Allergie alimentari. Le cose da sapere non sono molte, ma la miriade di teorie ed opinioni in circolazione può indurre facilmente chi si confronta con questi concetti per la prima volta, a dubbi o incomprensioni.

Le seguenti affermazioni e definizioni sono tratte dal libro:

Allergie e Intolleranze Alimentari, della collana Naturalmente Medicina 

Di Lina Conti

Pubblicato da Giunti Demetra, 2005

 Libro che consiglio vivamente a tutti coloro che vogliono approfondire le proprie conoscenze sul tema, in quanto espone con chiarezza tutto ciò che è essenziale sapere, con un linguaggio semplice, schematico ed immediato, è inoltre arricchito da consigli e riferimenti che ne facilitano la consultazione.

Per definire i disturbi legati all’ingestione del cibo è stata proposta la seguente classificazione

LE REAZIONI AVVERSE AL CIBO:

- REAZIONI TOSSICHE: (Che dipendono dalla tossicità degli alimenti, es: i funghi non commestibili, cibi avariati ecc…)

- REAZIONI NON TOSSICHE:

  • ALLERGIE ALIMENTARI (Reazioni immunologiche)
  • INTOLLERANZE ALIMENTARI (Reazioni non immunologiche)

ALLERGIE ALIMENTARI:

  • IgE mediate  (sostenute dalla produzione di anticorpi specifici IgE)
  • non IgE mediate  (caratterizzate da reazioni di ipersensibilità ritardata mediate dal sistema immunitario, senza produzione di anticorpi specifici della classe IgE)

INTOLLERANZE ALIMENTARI:

  • enzimatiche
  • farmacologiche
  • indefinite (additivi, conservanti…)

Allergie IgE mediate: Chi soffre di allergia presenta una sensibilità individuale accertata nei confronti di una o più sostanze che, entrate in contatto con l’organismo, stimolano una risposta del sistema immunitario. I sintomi delle allergie possono variare a seconda che queste siano sostenute dalla produzione di anticorpi IgE o da meccanismi patogenetici mediati da particolari linfociti ad azione citotossica (manifestazioni cellulo-mediate). Nel primo caso possono essere: a carico del cavo orale, della cute, dell’apparato respiratorio, dell’apparato digerente o, nei casi più gravi, coinvolgere l’intero organismo. La diagnosi è effettuata tramite: test cutanei, sierologici o di provocazione. Le allergie più comuni sono: al latte, alle uova, a pesci molluschi e crostacei, al frumento (da non distinguere con la celiachia, chi è allergico al frumento può mangiare segale orzo o avena che contengono glutine), alle arachidi, alla soia, alla frutta oleosa e ai semi (frutta secca e a guscio), a frutta e verdura, al nichel e al lattice.

Allergie non IgE mediate: I meccanismi immunologici che generano queste patologie non sono sempre ben noti, la sintomatoligia compare alcune ore o anche alcuni giorni dopo l’assunzione dell’alimento responsabile, così che questo è più difficilmente individuabile. La malattia celiaca denominata anche celiachia, o morbo celiaco, o enteropatia da glutine è la più nota di questo gruppo di malattie allergiche.

Intolleranze alimentari: Le intolleranze di tipo enzimatico sono causate dalla mancata o scarsa produzione di specifici enzimi indispensabili per metabolizzare e rendere assimilabili alcune componenti alimentari. La più frequente di questo gruppo è l’intolleranza al lattosio causata dalla carenza dell’enzima lattasi, il quale scinde il lattosio in glucosio e galattosio dando luogo alla digestione dello stesso. Il deficit di lattasi congenito, presente cioè dalla nascita e geneticamente determinato, è una rara sindrome che non consente la digestione del lattosio e si presenta con diarrea e disidratazione anche grave. Quando presente si mantiene costante nel tempo, poichè è legato a un difetto genetico immodificabile. Il deficit di lattasi geneticamente determinato, ma a esordio tardivo, può instaurarsi sia negli adulti che in bambini in età scolare. In questi casi il deficit non è mai assoluto, così che piccole quantità di lattosio possono essere consumate, secondo la tollerabilità individuale. Nei lattanti e nei bambini piccoli può manifestarsi deficit di lattasi secondario a patologie intestinali (infezioni di origine batterica o virale, parassitosi,gravi malnutrizioni, allergie alimentari con localizzazione gastrointestinale della risposta allergica) accompagnato da alterazione reversibile della mucosa intestinale e distruzione del corredo enzimatico, con ridotta produzione di lattasi. In questo caso l’esclusione temporanea del latte dalla dieta risolve la sintomatologia, il turnover cellulare promuove la sostituzione delle cellule danneggiate con cellule indenni capaci di sintetizzare l’enzima e consente il recupero della tolleranza al lattosio. Negli adulti, possono indurre un deficit di lattasi secondario, alcune patologie infiammatorie a localizzazione intestinale, come il morbo celiaco non trattato, alcuni farmaci chemioterapici, l’alcolismo cronico. Sintomi: meteorismo, distensione dell’addome, dolori e crampi addominali, diarrea. La diagnosi è effettuata tramite Breath Test dopo carico di lattosio. In condizioni normali il lattosio è scomposto in glucosio e galattosio, poi assimilati nell’intestino tenue, un deficit di lattasi blocca la metabolizzazione dello zucchero che raggiunge il colon ed è fermentato dalla flora batterica intestinale, con liberazione d’idrogeno gassoso. L’idrogeno prodotto è assorbito dal sangue e poi eliminato con l’aria espirata dai polmoni, la presenza di idrogeno nei campioni  di espirato analizzati è indice di mancata digestione del lattosio e permette di formulare la diagnosi di intolleranza. Nei quadri di intolleranza al lattosio non sono presenti i sintomi extraintestinali caratteristici delle allergie (dermatite, orticaria, asma) e ciò rende agevole la diagnosi differenziata tra le due patologie. La dieta da seguire prevede l’eliminazione del lattosio secondo la tolleranza individuale, la definizione del grado di tolleranza deve essere stabilito mediante la comparazione tra l’assunzione di quantità progressivamente crescenti di latte e la comparsa dei sintomi in soggetti che abbiano seguito precedentemente una dieta di esclusione. NB: la tolleranza aumenta se l’assunzione di latte o derivati avviene all’interno di un pasto ben strutturato.

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Alla ricerca di soluzioni alternative

Per quanto riguarda i miei problemi di salute (le intollerranze ed il colon irritabile) sono sempre più convinta che la teoria del “chi fa da se fa per tre” si la più produttiva, l’unica persona di cui mi fido attualmente è il mio medico di famiglia, non sarà un allergologo, nemmeno un gastroenterologo ma per lo meno mi ascolta, non mi dice che invento le malattie che non ho, ed è disposto a cercare nuove soluzioni insieme a me, senza fermarsi alle quattro scatole di fermenti lattici che vendono in farmacia. Dopo l’insuccesso dell’ennesima visita che mi aveva consigliato di fare mercoledì, ho deciso di mettere un punto definitivo, basta! Non andrò più in altri ospedali, non vedrò altri medici, basta, adesso faccio da me! Tanto se oggi, rispetto allo scorso settembre quando iniziai a stare malissimo, posso dire di essere notevolmente migliorata lo devo solo a me, i problemi con l’uovo li ho capiti da sola con la tabella alimentare, l’alimentazione la regolo da me in base ai capricci del mio intestino, a cosa sono servite tutte le visite ed i soldi che ho speso? a niente! Da oggi in poi si cambia metodo, e a tal fine mi sto documentando su quelle che potrebbero essere delle soluzioni alternative, o perlomeno dei rimedi per alleviare gli insistenti sintomi e ritrovare un pò d’equilibrio. Non spero di trovare qualcosa che sostituisca la funzione del Colopten e tornare alla mia vita di prima, però mi auguro di riuscire in qualche modo a riprender fiato da questa situazione. Un intolleranza è pesante già da sola, due sono ancora più difficoltose, non solo da gestire (si pensi a tutti i cibi di cui non si conoscono gli ingredienti, magari perchè si è al ristorante) ma anche da sopportare per via delle limitazioni e le rinunce a cui si è costretti, ancora più logoranti quando ci imbattiamo nelle innumerevoli circostanze sociali che si presentano quotidianamente. L’aggiunta del colon irritabile è una vera e propria mazzata, infatti le poche cose che non elimini per le intolleranze le devi evitare per mettere a tacere l’intestino e poi nonostante tutti gli sforzi alla fine stai male come sempre perchè ti provoca gli stessi sintomi di un’intolleranza (dolori, flatulenza, diarrea) senza che tu possa farci niente! Ditemi se questa non è una tortura!

Ad ogni modo, come ho già detto, mi sto documentando su soluzioni alternative che potrebbero fare, anche se in piccolo, la loro parte. Ad esempio: le Aloe, i Probiotici, i Fiori di Bach… strade poco conosciute, magari non decisive nella cura di queste patologie ma certamente salutari (non faranno i miracoli, ma neanche male). Vi terrò aggiornati!

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Arrabbiatissima!

Quella di oggi davvero mi mancava…sono senza parole…come si può sperare di guarire quando ci si imbatte con dottori così imbecilli??!!…Oggi pomeriggio sono andata dall’ennesimo medico, non volevo andarci, so già che non esistono cure per il colon irritabile, quindi perchè perdere altro tempo e soldi?! ma sono stata obbligata ed ecco cosa mi è capitato: Questo grande scienziato mi ha detto che non ho niente…che il colon irritabile non esiste…e non esistono neanche l’intolleranze, tant’è che mi ha prescritto altre prove allergiche, ed ha concluso affermando che queste malattie del futuro sono solo delle scemenze che la gente si inventa e che i problemi veri sono altri… Alla faccia nostra! punto primo: per star male non bisogna per forza essere malati terminali, la depressione ad esempio è una malattia che può diventare anche grave, ma fino a qualche tempo fa non veniva neanche riconosciuta come tale, punto secondo: anche le intolleranze alimentari fino a 10 anni fa non si conoscevano, ancora oggi si sa poco a riguardo ma ciò non vuol dire che non esistano o non siano da considerare e curare, punto terzo: è ora di finirla con questa storia che il colon irritabile non conta niente, io ricordo bene come stavo in salute qualche anno fa, com’ero felice ed energica, ora è un continuo star male, la mattina appena mi sveglio ho dolori e diarrea, aria da tutte le parti, non posso fare niente senza stare male, coliche, nausee e a volte vomito, inappetenza, la depressione sempre in agguato, non sono più libera ne di essere felice o triste, emozionata o agitata che subito l’aria mi scombussola tutta la pancia e devo correre al bagno, se sto calma e tranquilla come un vegetale senza muovere un dito allora sono tormentata dalla stitichezza, mi fanno male i muscoli e le costole per tutta l’aria ed i mal di pancia che ho da un anno a questa parte, viaggio con la borsetta piena di pasticche perchè vivo col terrore che in qualsiasi momento potrei sentirmi male ed avere uno di quegli attacchi che non mi fanno respirare dal dolore, non posso mangiare un giorno in pace senza sentire i crampi allo stomaco, ora ditemi cosa bisogna avere perchè un medico riconosca che questo vuol dire star male?! Non si sa da cosa derivi il colon irritabile, e va bene, non esistono cure, e va bene pure questo (anche se io col Colopten mi curavo eccome!) ma arrivare a dire che non esiste è troppo, non basta il tormento di essere afflitti da una simile tortura fisica e psicologica senza tregua, pure l’indifferenza e la burla…permettetemi quindi di mandare a cxxxxe tutti i dottori che la pensano così, ma nel vero senso della parola, proprio nel senso che auguro a tutti sti sveltoni di passare quello che passiamo noi poracci dalla mattina alla sera! Li voglio vedere tutti sulla tazza ad implorare pietà!

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Consigli per chi soffre di Colon Irritabile

Frutta e verdura fanno bene ma ATTENZIONE! quando si soffre di colon irritabile bisogna contenersi. Ad esempio la frutta troppo matura tende a produrre gas nell’intestino a fermentare e aumentare il gonfiore. Se tendiamo a soffrire di pancia gonfia e meteorismo, dobbiamo stare attenti a limitare le porzioni di mele, prugne, banane, melone, anguria, kiwi e uva. Se proprio non possiamo farne a meno, scegliamo la frutta un po’ più acerba, che presenta un minor rischio di fermentazione intestinale, e ricordiamo di sbucciarla sempre.
La frutta va consumata a fine pasto o a merenda? Dipende. L’ideale sarebbe mangiarla a colazione e come spuntino di metà mattino o metà pomeriggio, quando lo stomaco è vuoto, condizione che favorisce il massimo assorbimento delle vitamine. Se consumata con altri alimenti, rallenta l’intero processo digestivo, di qui effetti imbarazzanti come gonfiore e gas abbondanti e maleodoranti. Solo in qualche caso è consigliato mangiarla dopo i pasti: una fetta di ananas o di papaya alla fine di un pranzo o di una cena proteici, ad esempio, facilita la digestione per la presenza di bromelina e di papaina, due enzimi che favoriscono la demolizione delle proteine.

Evitare caffè, peperoncino, cibi troppo speziati e bevande alcoliche o gassate, fortemente irritanti per l’intestino, le gomme o le caramelle senza zucchero (fanno malissimo, sono una delle cause eziopatogenetiche della sindrome). Si a centrifugati, tisane, camomilla (un vero toccasana, io porto sempre con me una bustina di quella solubile, perchè soffro di fortissimi dolori improvvisi) e soprattutto regolare l’alimentazione in base alla propria attività intestinale, evitando l’indiscriminato uso di lassativi nei casi di stitichezza.

Importante è sottolineare che gli alimenti “negativi” non sono per tutti gli stessi, ed è pertanto necessario valutare singolarmente la dieta efficace per ogni singolo individuo. Il paziente può ad esempio adottare la strategia indicata per i soggetti affetti da intolleranze alimentari, che consiste nell’escludere ed includere gli alimenti in modo da verificare la reazione personale.

ALIMENTI A RISCHIO (potenziale flatulogenico elevato):

  • Latte e derivati
  • Dolcificanti
  • Marmellata
  • Frutta: pesche, pere, prugne, uva passa, banane, albicocche, succo di prugna, cachi, fichi, frutta secca, castagne, ciliege, anguria, melone, frutta sciroppata
  • Verdura: cavoli, carciofi, spinaci, rucola, cetrioli, cipolle, fagioli, sedano, carote, cavoletti di Bruxelles, radicchio, finocchio, cavolfiore, fagiolini, in genere tutte le verdure “dure” contenenti molto “gambo”
  • Fibre e cibi integrali (in alcuni casi migliorano la situazione, in altri la peggiorano, per questo bisogna tener conto se si soffre di diarrea o stitichezza)
  • Spezie
  • Caffè, tè, Coca Cola, e bevande contenenti caffeina
  • Bibite gassate
  • Legumi

Evitare dolci molto elaborati preferire quindi cibi semplici, introdurre non più di uno yogurt al giorno, mangiare lentamente e ridurre il più possibile lo stress emotivo, l’attività fisica ( dapprima moderata, poi a intensità crescente) può essere utile ad allenare l’intestino ad una certa motilità fisiologica.

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